Dopo molte peripezie e lungaggini burocratiche, finalmente i cittadini di Macerata avranno a disposizione un impianto natatorio composto da 3 piscine, di cui 2 coperte ed una scoperta di 25 metri. Diciamo subito che la procedura si sta avviando alla conclusione ma per poterci tuffare nelle nuove piscine dovrà purtroppo passare ancora qualche tempo. E' importante puntualizzare che la realizzazione di questo complesso impianto natatorio, che sorgerà in località Fontescodella, è stato fortemente voluto dai partiti che rappresentano il centro sinistra nel Consiglio Comunale di Macerata, concordando e votando un Ordine del giorno e quindi impegnando la Giunta a concretizzare un accordo di programma con l'Università di Macerata per la costruzione di una piscina che, nelle intenzioni iniziali, aveva il compito di sostituire la vecchia piscina di viale Don Bosco. In sede di progettazione, realizzata insieme all'Università di Macerata, si valutò la possibilità di effettuare un vero e proprio impianto costituito da più piscine, di cui una omologata per fare sport acquatici, della lunghezza di ben 33 metri, ed un'altra sempre coperta, che potesse ospitare corsi di avviamento al nuoto, e nuoto libero per soddisfare le esigenze dei cittadini di tutte le età, dall'avviamento dell'attività sportiva per i bambini delle elementari fino all'attività fisica e ricreativa per la terza età. Nell'area inoltre sorgeranno anche strutture ricettive, come ristorante e bar. I lavori partiranno nella primavera 2009, per concludersi circa un anno dopo. Abbiamo ragione di essere ottimisti sui tempi di realizzazione in quanto l'Impresa privata che si è aggiudicata l'appalto, ha tutto l'interesse a portare a termine i lavori al più presto, affinché possa recuperare l'ingente investimento con la gestione dell'impianto stesso. Da troppo tempo comunque la nostra città si trova nella necessità di avere almeno una piscina e per sopperire alla crescente domanda di tale struttura, proponiamo di rimettere in funzione provvisoriamente l'impianto di via Don Bosco.
Luciano Borgiani