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Festa di San Giuliano

 

31 agosto - Festa del patrono

Il protettore di Macerata è San Giuliano l'ospitaliere, onorato anche a Parigi nella chiesa di Saint Jiulien le Pauvre. Nella cattedrale a lui dedicata, in un'urna d'argento, è conservato il braccio miracolosamente ritrovato di questo personaggio drammatico che passò alla santità dopo un orrendo delitto e sulla cui vera identità si discute ancora, a Macerata e a Parigi. 

La leggenda. Un giorno, si narra, un giovane nobile stava cacciando un cervo. Ad un tratto l'animale che fuggiva fece dietrofront e gli andò in contro dicendo "come osi inseguirmi tu che ucciderai il padre e la madre?" a quelle parole Giuliano non soltanto abbandonò la caccia ma, atterrito dalla profezia, decise di allontanarsi dal suo paese senza avvertire i suoi genitori. 
Dopo un lungo peregrinare arrivò in un luogo lontanissimo, dove entrò al servizio di un principe che aveva intuito di avere a che fare con un nobile. si comportò così bene in pace e in guerra da diventare presto capo della milizia e da sposare una nobile che aveva in dote un castello. 
Nel frattempo i suoi genitori, disperati per la inspiegabile scomparsa, si aggiravano per il mondo alla sua ricerca; finchè un giorno arrivarono per caso nel castello abitato da Giuliano furono ricevuti dalla sposa perché il marito era in viaggio quando i due vecchi ebbero narrato la loro storia, la donna immaginò che fossero i suoceri perche questi gliene aveva parlato a lungo ma non disse loro nulla per prudenza si limitò ad ospitarli affettuosamente, cedendo la camera da letto e andando a dormire altrove. 
All'aurora lei si recò in chiesa per assistere alla messa, mentre Giuliano rientrò dal viaggio recandosi subito nella camera da letto per svegliare la moglie, ma quando nella penombra intravide due persone che dormivano nel letto matrimoniale, credendo che fossero la moglie e un amante, si precipitò su di loro uccidendoli in un impeto d'ira. 
Quando Giuliano, uscendo di casa, incontrò la moglie che stava tornando dalla chiesa, le domandò meravigliato e preoccupato chi fossero quelle due persone che aveva trovato sul letto "sono i vostri genitori che tanto vi hanno cercato" rispose lei "e che io stessa ho invitato nella vostra stanza". 
Giuliano preso dallo sconforto e dal dolore scoppiò a piangere mormorando: "misero me, che cosa ho mai fatto! Ho ucciso i miei amatissimi genitori, la profezia di quel cervo si è avverata, e io che volevo evitare il misfatto fuggendo, l'ho compiuto con queste mie mani addio, sorella mia dolcissima, me ne andrò per il mondo e non avrò pace fino a quando il signore non si degnerà di manifestarmi il suo perdono per il mio pentimento." 
"Mio dolcissimo fratello," rispose la donna "non ti permetterò di partire senza di me: ho condiviso la tua gioia, ora voglio condividere il dolore", dopo un lungo peregrinare giunsero sulla riva di un grande fiume la cui traversata presentava molti pericoli, dove si trovasse quel luogo è controverso. 

La tradizione vuole che Giuliano e sua moglie fondarono un ospizio sulle rive del fiume Potenza, tanti anni trascorsero quando una notte, mentre Giuliano stava riposando intirizzito dal freddo, udì una voce lamentosa che invocava il suo aiuto per attraversare il fiume, si alzò subito andando incontro a quell'uomo che stava per morire assiderato: lo invitò in casa sistemandolo davanti al camino, ma nemmeno il fuoco era sufficiente a riscaldarlo. Allora lo portò sul suo letto coprendolo accuratamente, ad un tratto quell'uomo che sembrava malato di lebbra divenne splendente di luce e, levandosi in aria, disse: "Giuliano, Dio mi ha mandato per annunciarti che ha accettato la tua penitenza: presto tu e la tua sposa riposerete nel Signore" poi l'angelo scomparve e dopo pochi giorni Giuliano e la moglie morirono santamente.