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Progetto educativo condiviso

FILASTROCCA DEL BAMBINO FUTURO

figure


Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c'ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l'orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci.

- Per la giornata nazionale dei Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Roma, 20 novembre 2006 -


Quest’anno i Nidi d’infanzia comunali consapevoli del loro valore educativo e livello di qualità raggiunto, in un’ottica di miglioramento e crescita continui, promuovono il Progetto Educativo Condiviso “Io sono il futuro. Ripartiamo dai bambini” . Con tale Progetto si vuole affermare, divulgare e rendere visibile l’idea di bambino competente, protagonista del proprio apprendimento, che da sempre sottende la progettazione educativa dei nidi, “aprendo” il nido alla città e facendo rete con altre realtà sociali e culturali presenti sul territorio perché si possa condividere una cultura dell’infanzia con tutta la comunità. La cultura produce cambiamento, progresso, migliora la qualità della vita, i bambini sono cambiamento, futuro, prospettiva di continuità del ciclo vitale, per cui ha senso metterli al centro delle nostre idee politiche, educative, artistiche, culturali, sociali.

 

La Coordinatrice Pedagogica

Dott.ssa Marzia Fratini


Principi pedagogici 

       Mettere i bambini “in testa ai nostri pensieri” rovesciando la prospettiva attraverso la quale spesso vediamo i bambini esseri bisognosi di tutela, assistenza, circondati da genitori fragili e inadeguati e guardarli invece come risorsa, fonte di fiducia, di speranza, di energia, come una ricchezza a cui guardare con fiducia e che e' possibile sostenere e promuovere (Convegno Nazionale sull'infanzia e l'adolescenza - Nov. 1998 – Intervento ministra Turco).

       L'educazione è un processo naturale che si svolge spontaneamente nell'individuo umano, si acquisisce per virtù di esperienze effettuate nell'ambiente. Compito dell'educatore è quello di preparare e disporre una serie di motivi di attività culturale in un ambiente appositamente preparato. Scopo dell'educazione deve essere lo sviluppo delle potenzialità umane, come aiuto allo sviluppo dei poteri psichici innati nell'individuo umano con la consapevolezza che i piccoli sono dotati di una loro particolare vita psichica qualitativamente diversa da quella dell'adulto. Sono i bambini che svelano all'osservatore attento la loro psicologia, il loro modo di funzionare, la loro energia costruttiva, vitale e dinamica (M. Montessori).

        L'esperienza dell'apprendimento è centrale nella vita dei bambini che fin dall'inizio sono continuamente impegnati ad imparare. Imparano di chi fidarsi, sperimentano modi nuovi di usare gli oggetti, cercano di capire le regole di convivenza ed esplorano la propria fantasia. Imparare è tutto ciò che fanno e le ricerche in campo cognitivo mostrano che l'interesse e la motivazione del bambino sono centrali per l'apprendimento. I bambini apprendono in una relazione di dipendenza con gli adulti che si prendono cura di loro, a cui chiedono protezione e conforto per la loro sicurezza e sopravvivenza. L'adulto diventa partner efficace nell'apprendimento quando il sostegno che offre parte proprio dagli interessi e bisogni dei bambini (R.J. Lally).

         Nei nidi non basta la formazione, non bastano le proposte sempre più articolate e i progetti per i bambini ma ci si impegna nel migliorare la qualità dei luoghi nello studio degli ambienti guardati con occhio pedagogico ed estetico, nella documentazione e diffusione di ciò che si sta studiando e sperimentando affinché il nido, nato come servizio sociale a supporto delle famiglie si trasformi definitivamente in un laboratorio dove si fa e da cui si diffonde una cultura dell'infanzia (S. Mantovani).

         Nel nido nasce e si sviluppa una cultura dell'accoglienza che si articola nelle diverse modulazioni del processo di inserimento-ambientamento in cui, progressivamentel'attenzione per i bambini e l'ascolto e il coinvolgimento dei genitori sono strettamente intrecciati. I genitori prendono consapevolezza dei bisogni dei bambini di luoghi curati, pensati, sicuri, dove crescere con altri bambini e con adulti preparati a essere educatori, animatori, osservatori e registi delle esperienze dei piccoli, ma anche interlocutori, alleati, consulenti ai genitori stessi. E imparano attraverso il confronto e l'esperienza a essere genitori più sicuri e sereni (S. Mantovani).

         La vita di un servizio educativo poggia non solo su fondamenta educative ma anche sulla definizione di una intenzionale, coerente e sistematica organizzazione pedagogica che comprende la progettazione, il lavoro di gruppo, l'organizzazione dei turni del personale, il coinvolgimento del personale ausiliario nella realizzazione del progetto educativo, la programmazione degli inserimenti, l'elaborazione della documentazione (L. Malaguzzi).


Obiettivi educativi 

          Divulgare l’idea di “mettere il bambino al centro” perché è il futuro, offendo il nido, che da sempre mette il bambino al centro della progettazione educativa ideando e costruendo contesti e percorsi esperienziali che favoriscano le relazioni, i prestiti di competenze, le aspettative, le imitazioni, i “contagi”, la creatività,come modello operativo.

          Rendere visibili le esperienze e i processi di apprendimento dei bambini al nido, tramite la documentazione delle logiche interrogative e costruttive dei bambini , frutto dell’osservazione continua, sia spontanea che maggiormente strutturata (organizzata rispetto ai tempi, modi, strumenti), che le educatrici fanno in funzione della progettazione in itinere sui bambini e della costruzione di narrazioni, ambienti e spazi che parlano, accolgono, documentano.

          Favorire una progettazione educativa condivisa e partecipata attraverso le seguenti azioni: i gruppi di lavoro nei collettivi, aperti anche al personale ausiliario; la divulgazione del Progetto Educativo Condiviso; la costruzione di nuove alleanze con le realtà educative, culturali, formative e istituzionali del territorio; lasperimentazione di nuove modalità come la “Settimana dello scambio educativo” (educatrici in visita in nidi diversi dal proprio).

          Promuovere una cultura per l’infanzia aprendo il nido alla città, rendendo visibile la sua funzionalità e significatività nell’esperienza di vita dei bambini adottando le seguenti modalità: facendo rete con le altre realtà istituzionali e associative presenti sul territorio (Università, Associazioni culturali ecc.); utilizzando come strumento informativo e divulgativo il sito internet dei nidi, aggiornato nei contenuti; ripensando la festa finale come un'importante momento di incontro con le famiglie e la città e dandogli una nuova forma/allestimento che ne valorizzi il significato.

          Fare spazio alle famiglie favorendo momenti d'incontro, confronto e dialogo attraverso un progetto articolato su percorsi diversi e interdipendenti. Percorsi che traccino le trame complesse delle possibili alleanze educative instaurabili tra nido e famiglia.

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