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Giardini Diaz

I Giardini Diaz, nati nel 1897, sono la più importante area verde per la città, un luogo gradevolissimo per le passeggiate e il gioco dei bambini. 

Nel 1998, sono stati riaperti dopo un'opera di restauro durata circa un anno, che ha riguardato anche il rifacimento dell'illuminazione, degli impianti idrici e fognanti. 
 
I giardini sono divisi in quattro parti con valenza tematica: 

il giardino d'acqua con il laghetto, le piante acquatiche e i giochi d'acqua  

il giardino delle rose con molteplici varietà di rose antiche e moderne 

lo stemma della città e il calendario 

il giardino dei cinque sensi con piante che stimolano i sensi con i loro colori, profumi, ed in cui è stato installato un gioco che stimola l'udito 

il giardino degli animali con specie arboree che danno frutti di cui si cibano uccelli ecc. ed in cui sono stati installati diversi giochi per bambini.

Sono state messe a dimora svariate centinaia di piante e arbusti di molteplici specie, platani, tigli, oltre 40 ippocastani, che hanno rinnovato parte di quelli vecchi.
Tra le nuove piantumazioni ci sono circa 200 specie tra piante acquatiche, camelie, rododendri, ortensie, rose, erbe aromatiche, acidofile ecc.
Al centro dei giardini, la fontana è stata anch'essa restaurata: si ispira al tema del giorno e della notte, con getti d'acqua di diversa altezza. 
Non mancano aiuole, vialetti e percorsi in acciottolato e prati su cui ci si può distendere. 

Un giardino da vivere completamente, senza zone "off-limit", non ci sono divieti di calpestare i prati, appunto, ma proprio per questo un giardino delicato e fragile di cui i maceratesi dovranno aver cura.  
Allo scopo l'amministrazione comunale ha coinvolto tutte le associazioni cittadine, e non solo quelle ambientaliste, per un opera di sensibilizzazione. 

Per evitare atti vandalici e salvaguardare gli alberi e la vegetazione, nel 1999 è stata apposta una recinzione artistica, che riguarda l'intero ovale, comprese le quattro cancellate che fungono da assi della rotonda. E' alta un metro e ottanta, di disegno semplice, realizzata in ferro zincato e verniciato a fuoco (tinteggiatura svolta in forno).      

Il progetto del restauro, ha vinto l'edizione 1999/2000 del "Concorso nazionale di architettura del paesaggio Aiapp e Acer" indetto dall'Associazione Italiana Architettura e Paesaggio e dalla rivista Acer.           
E' stato giudicato all'unanimità dall'apposita giuria la migliore opera realizzata "... per l'originalità della soluzione adottata, - si legge nella motivazione - che ha saputo rompere la rigida geometria della piazza-giardino preesistente, con un nuovo tracciato di verde, di pietra e di acque, utilizzando questa iniziale difficoltà quale punto di forza. Rigore progettuale e fantasia, mineralità e natura vengono abilmente coniugati sia nei caratteri generali della composizione che nella cura dei dettagli. Ed è proprio attraverso il forte apporto creativo, che si può cogliere l'espressione esuberante e generosa propria della tradizione culturale del giardino e del paesaggio in Italia". 

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