Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Strumenti personali

Sezioni

Home Notizie 2015 "Il Piave mormorava...", spettacolo benefico a favore del reparto di Oncologia

"Il Piave mormorava...", spettacolo benefico a favore del reparto di Oncologia

Il 18 dicembre al Teatro Lauro Rossi.
11 dicembre 2015

 Si intitola “Il Piave mormorava…” la serata di spettacolo in programma il prossimo 18 dicembre alle ore 21.30,al Teatro Lauro Rossi, organizzata dal coro Solidalcanto di Morrovalle, accompagnato dall’ensemble strumentale Armoniosa Marca, con la direzione del Maestro Guido Alici, e il Centro danza Carillon, con il patrocinio del Comune di Macerata, per celebrare l’anniversario della Grande Guerra.  

  L’iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il sindaco di Macerata, Romano Carancini, il dottor Luciano Latini, Francesca Quagliatini, presidente dell’associazione Solidalcanto e Simonetta Strappa direttore artistico del centro danza Carillon di Macerata.

L’incasso delle serata sarà devoluto interamente alla U.O. Oncologia dell’ospedale cittadino.

  “Abbiamo condiviso con grande piacere questa iniziativa inserendola nelle manifestazioni organizzate per il prossimo Natale – ha detto Carancini -  e abbiamo concesso volentieri il patrocinio per il fine che lo spettacolo persegue. In questa iniziativa ci sentiamo di dare il senso più profondo alle feste che stanno per arrivare, quel senso che andrebbe trovato dentro le persone che combattono e convivono con la malattia.  Il dottor Latini è una figura importante per la nostra città ma non solo che rappresenta fiducia e speranza”.

 “Il Piave mormorava…”, con questo titolo le due compagini maceratesi hanno sigillato un programma di musiche, canti e balli del primo Novecento, legate al primo conflitto mondiale. Si va dalla canzone d’amore a quella di trincea, cercando di evocare - ancora una volta - il potere marziale o curativo delle note, come pure la loro capacità evocativa, sostenuta dal racconto verbale e iconografico.

  “Il concerto – ha affermato Francesca Quagliatini - si annuncia come uno spettacolo di note, in cui musica, parole e immagini s’incontrano sul filo di una memoria angosciata e dolente, alla quale il centenario non offre alibi per dimenticare. Si tratta di un’occasione per ricordare e cantare, per imparare, per vivere un momento di amicizia e di aace. Una serata per fare memoria del passato, costruire l’armonia del presente, colorare di pace il futuro grazie al lavoro di 70 persone, ognuna delle quali ha messo a disposizione professionalità e dedizione gratuitamente per l’allestimento del concerto”.

  “In questo contesto  - ha aggiunto Simonetta Strappa - è stata anche organizzata, con l’aiuto di scuole e privati e di tutti quelli che, sensibili a questo argomento, hanno voluto dare il loro contributo attivamente, una mostra fotografica allestita nel foyer del Lauro Rossi”.

La mostra fotografica è stata pensata come una mostra sulla gente, per la gente e della gente di Macerata e dintorni: sulla gente perché vuole raccontare la vita di provincia in quegli anni di guerra, per la gente perché è dedicata a tutti, della gente perché la mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione di tutti.

“ Cancro e guerra - ha detto infine il dottor Latini - possono sembrare temi distanti ma non lo sono. Guerra è una parola familiare per chi si occupa di oncologia. Pensiamo a espressioni di uso comune nel lessico oncologico: sconfiggere il cancro, combattere la malattia. Il malato è colpito, ferito. La malattia costringe a ‘scendere in guerra’, magari in gioventù quando si è proiettati verso la vita e il futuro, come accadeva ai giovani soldati. Per questo il tema della guerra è così vicino al mondo della malattia oncologica. D’altra parte sentiamo sempre più l’esigenza di abbandonare questa metafora guerresca, in cui c’è necessariamente qualcuno che perde. Si può vivere ‘nonostante’ e con il cancro. Tutti i ptrogetti di umanizzazione attivati nerl bnostro reaprto, vanno in questa direzione: rendere il tempo delle cure un tempo ricco di vita, di senso, di esprienze, di emozioni, tanto più quando la malattia non può essere eliminata. Nessuno perde la sua battaglia contro il cancro se gli viene data la possibilità di contiornura ad mare, viaggiare, lavorare, piacersi, uscire, ridere… anche in compagnia ella malattia”.

  Il biglietto per assistere allo spettacolo è in vendita al costo di 10 euro.

TAG: