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Home Notizie 2015 Macerata Racconta, è il giorno di Gian Antonio Stella e Francesco Maino

Macerata Racconta, è il giorno di Gian Antonio Stella e Francesco Maino

Prosegue con successo il viaggio nelle “Passioni”.
08 maggio 2015

Prosegue il viaggio all’interno delle “Passioni” di Macerata Racconta, la festa del libro giunta quest’anno alla quinta edizione organizzata dall’associazione conTESTO in collaborazione con la Regione Marche, il Comune di Macerata, la Camera di commercio, l’Accademia di Belle Arti e l’Università di Macerata.

 Domani (9 maggio), nel calendario del penultimo giorno di appuntamenti prenderà da segnalare alle 12, alla Civica Enoteca l’incontro con la giornalista e scrittrice Cristina De Stefano che vive e lavora a Parigi come scout letterario per case editrici di vari paesi del mondo.

  A Macerata, introdotta da Cinzia Maroni, presenterà il suo ultimo libro Oriana. Una donna che ricostruisce la figura di Oriana Fallaci come donna modernissima, coraggiosa e sempre libera in ogni sua scelta fatta con passione. Una donna che ha fatto spesso discutere ma che poteva dire di sé: “Se sono brava non lo so, lavoro duro, lavoro bene. Ho dignità. Ho una vita per dimostrarlo”.

   Alle ore 16, all’aula 5 dell’Università, un omaggio allo storico maceratese, bibliotecario e ricercatore alla Mozzi Borgetti, coautore con Aldo Adversi e Dante Cecchi della fondamentale “Storia di Macerata” in cinque volumi, Libero Paci, con la presentazione del libro Cronache di “Macerata granne” a cura di Carlo Babini con Sandro Baldoncini e Maurizio Verdenelli.

   Da segnalare inoltre, alle ore 18.30, alla Civica Enoteca l’incontro con Mauro Covacich che presenterà  il suo ultimo libro  La sposa (Bompiani, 2014), candidato al Premio Strega 2015.

  La sposa è un unico flusso di pensieri sul presente, lo stesso che da molti anni caratterizza la scrittura di Mauro Covacich e che trova in “Anomalie” (1998) la sua iniziale scaturigine. Diciassette storie colme di bruciante amore per la vita, scaturite dai recessi di una normalità spesso, a ben vedere, fenomenale.

  Covacich esordisce nel mondo della scrittura nel 1993 con Storie di pazzi e di normali, al quale seguono molti altri racconti, saggi e romanzi. Nel 2013, dal romanzo A nome tuo (Einaudi) sono stati ricavati una omonima pièce teatrale di Cinzia Spanò, e il film di Valeria Golino Miele, presentato con successo al festival di Cannes.

  Appuntamento clou sarà quello con Gian Antonio Stella in programma alle 21  al Teatro Lauro Rossi. Molte le sue collaborazioni. dal Corriere della Sera alla RAI, per la quale ha realizzato alcuni radio documentari e il radiodramma SafariInviato ed editorialista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella è una delle penne più sagaci del giornalismo italiano. La sua scrittura fonde con abilità politica, cronaca e costume. Nel 2005 ha esordito nella narrativa con il romanzo Il maestro magro e nel 2007 ha pubblicato, insieme a Sergio Rizzo, La castache ha totalizzato 1.200.000 copie vendute e ben 22 ristampe. A Macerata Racconta affronterà quella incomprensibile e complicata passione italiana che è la burocrazia partendo dal suo ultimo saggio Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli edito da Feltrinelli. Un libro che, attraverso esempi e testimonianze, indaga e illumina con ironia e precisione il buco nero della burocrazia italiana sempre più difficile da comprendere.

  Anziani obbligati dall’Asl a pesare i pannoloni dopo l’uso. Cassazione alle prese con processi per lo sgocciolio di una camicia o la brucatina di un’asina. Miracolate a Lourdes alle quali è vietato rinunciare alla pensione d’invalidità. Porti collaudati ufficialmente dopo 36 anni. Cittadini vivi e vegeti che faticano a dimostrare di non essere morti dal 2008. Decreti attuativi mai fatti al punto che Renzi ne ha ereditati un’enormità: 513. Ministeri che sbrigano ricorsi dopo 31 anni e intimano al ricorrente: risponda immediatamente. Dirigenti asserragliati nella trincea del burocratese e pagati in media il triplo che in Germania. Terremotati alle prese con 1109 leggi e leggine impossibili da rispettare. Norme surreali sui velocipedi “alti al massimo metri 2,20″, gli “effetti letterecci” o la pesca dei trichechi. Gian Antonio Stella racconta la burocrazia italiana. Un reportage spassoso e insieme inorridito sulle regole, i meccanismi, gli uomini, i deliri, gli sprechi e i privilegi più folli e offensivi di un mondo a parte che non vuole cambiare. E pesa sul paese per almeno 70 miliardi di euro.

  Infine domani Macerata Racconta propone, alle 22.30 al cinema teatro Italia, Francesco MainoNome nuovo nel panorama letterario italiano, ma destinato a durare. Cartongesso, il suo libro d’esordio, che presenterà a Macerata in forma scenica accompagnato dalla musica dal vivo dei Margareth, ha vinto il Premio Calvino 2013, e cioè il premio dedicato ai libri inediti che nelle edizioni passate ha visto spiccare nomi che si sono imposti nel panorama letterario nazionale, tra cui quelli di Marcello Fois, Susanna Tamaro, Paola Mastrocola, Mariapia Veladiano e Fulvio Ervas. La Giuria decide di assegnare il Premio Calvino 2013 a Cartongesso di Francesco Maino per la sua natura felicemente ibrida e per la straordinaria potenza inventiva della lingua.  Non è un romanzo né un saggio né un pamphlet, è un difficile azzardo che nulla toglie alla sua capacità di coinvolgimento.

  Il libro parla di Michele Tessari, un avvocato che avvocato non vuole essere, ex necroforo, affetto da un disturbo bipolare, intrappolato nella vita come una cavia isterica ma consenziente, persino complice. Un “complice debole” del mondo in cui è immerso. Il disfacimento della sua terra si rispecchia in quello della sua esistenza, inquinata da un odio “che cammina come l’infezione, dalle caviglie alla bocca”, dove si trasforma in grido. E quel grido investe la classe politica, le carceri, la giustizia, il sistema universitario, giù giù fino ai singoli individui, fino al narratore stesso, imbibito degli stessi mali contro cui si scaglia. È un grido modulato da una scrittura apocalittica, con una portentosa violenza evocativa. Non c’è consolazione in queste pagine, nessuna catarsi: solo letteratura. E, in letteratura, “coraggio” è soprattutto raccontare la verità. “Questo è il paese delle cose che stanno morendo. No. Questo è il paese dei corpi. Un paese pieno di corpi. Corpi che si svegliano morti, escono morti di casa, tornano morti; corpi che parcheggiano, scendono, sputano, corpi che si salutano, sbadigliano, bestemmiano sempre, fatturano. Corpi camminanti”. (lb)

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