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Home Notizie 2016 "Donne e lavoro", ultimi giorni per la mostra allestita al Casb in occasione del 25 novembre

"Donne e lavoro", ultimi giorni per la mostra allestita al Casb in occasione del 25 novembre

La visita del sindaco Carancini e del rettore Adornato.
02 dicembre 2016

Visita del sindaco Romano Carancini  e del Rettore Francesco Adornato ieri sera, accompagnati dal presidente del Consiglio delle donne Ninfa Contigiani e da quello dell’Osservatorio di genere Claudia Santoni,  alla mostra Donne e lavoro allestita negli spazi del Casb dell’Università di Macerata nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Macerata, in collaborazione con il Consiglio delle donne e dell’Osservatorio  di genere, in occasione del 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro la donna.

  Al Casb sono esposti 50 dei 90 pannelli che costituiscono la mostra curata dall'Associazione Toponomastica Femminile, pannelli che provengono da tutta Italia  e che hanno l’obiettivo di sollecitare una riflessione su un impegno femminile, costantemente presente, seppure in forme diverse, e in continua evoluzione. L'intenzione è di testimoniare la fatica, ma anche i successi delle lotte femminili per raggiungere la parità, attraversare il passato e il presente e lanciare, alle nuove generazioni, l’invito a proiettarsi nel futuro.

  Tra i pannelli esposti ci sono anche alcuni scatti realizzati dalla fotografa Simona Muscolini per l'Osservatorio di Genere e che Toponomastica Femminile ha scelto per raccontare il lavoro delle donne oggi. Le foto di Simona Muscolini sono state realizzate a partire dai risultati del progetto (RI)pensare le Pari Opportunità – (RI)paro, progetto del 2015 nato da un'idea dell'OdG, finanziato dalla Regione Marche con capofila il Comune di Macerata che aveva l'obiettivo di analizzare la condizione della donna nel mondo del lavoro nelle Marche. Le fotografie sono state scattate all'Athena Società Cooperativa Artigiana di Cingoli, una bella e dinamica realtà del nostro territorio nata grazie alla tenacia, alla professionalità e all'impegno di cinque donne coraggiose.

  L'idea di portare la mostra Donne e Lavoro dell'associazione Toponomastica Femminile a Macerata, in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, nasce di fatto l'8 marzo 2016 quando l'Osservatorio di Genere, in collaborazione con il Comune e il Consiglio delle Donne di Macerata, presenta i risultati del progetto #leviedelledonnemarchigiane (www.osservatoriodigenere.com).

 Perché collegare queste due giornate dedicate, seppur in modo diverso, alla donna? Tenere insieme l'8 marzo e il 25 novembre ha un forte valore simbolico e pratico. Si vuole così sottolineare l'importanza di un'attività continua di sensibilizzazione dell'opinione pubblica circa la presenza ancora oggi di forti discriminazioni e disparità di genere, a partire da quelle salariali, nel mondo del lavoro. Un impegno questo che dovrebbe essere perseguito non solo in occasione di giornate dedicate ma in modo continuativo e sistematico e con uno sguardo rivolto in particolare alle giovani generazioni. Ecco perché l'Osservatorio di Genere, in collaborazione con il Comune e il Consiglio delle Donne, ha deciso di portare la mostra “Donne e Lavoro” a Macerata scegliendo un luogo frequentato soprattutto dalle giovani generazioni e in particolare dagli studenti universitari.

  Dunque, la proposta che insieme all’Osservatorio di genere, l’Assessorato alle pari opportunità e il Consiglio delle donne del Comune di Macerata fanno all’opinione pubblica, è per una lettura non stereotipica e  non retorica sulle vittime della violenza maschile contro le donne, ma che si inserisce in una logica di ricostruzione storica delle vicende femminili.

  Ecco allora, con lo strumento fotografico, l’ennesima prova del fatto che le donne hanno sempre lavorato – anche fuori casa – nelle campagne, come sin dagli inizi nelle fabbriche (spessissimo tessili, come le immagini segnalano). Ciò nonostante guadagnarono tardi e con moltissima fatica lo spazio pubblico, quello della gestione del bene comune tradizionalmente accaparrato dagli uomini, con tutte le opacità del caso.

La ricostruzione storica del lavoro femminile è infatti un ottimo punto di osservazione per vedere -  laicamente e scevri tanto di moralismi quanto di vittimismi – dove, come e quando gli squilibri e le disparità si sono creati e dove hanno continuato pervicacemente a mantenersi e riprodursi appesantendo la libertà delle scelte femminili e sbilanciando continuamente il gioco delle opportunità. Tanto quanto, però, è un punto di osservazione che consente di riconoscere anche i passi avanti e, monitorando, i nuovi pericoli e le nuove opportunità.

  La mostra sarà visitabile fino al prossimo 4 dicembre . Info:  .