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Home Notizie 2016 La mostra "Gates No Frontiers" in trasferta a Grottamare al festival "Anime Buskers"

La mostra "Gates No Frontiers" in trasferta a Grottamare al festival "Anime Buskers"

Punto di forza del progetto WAI.
20 luglio 2016

 Gates No Frontiers va in trasferta... una trasferta fuori programma e insolita ma che diventa incredibilmente significativa in questo momento storico.

  Dal 22 al 24 luglio la mostra, punto di forza del progetto Walls And Integration: Images Of Europe Building – WAI (www.wallsandintegration.com) con capofila il Comune di Macerata e un ampio partenariato europeo, sarà ospite del  Festival Anime Buskers.

"Ci onora essere protagonisti di un progetto culturale internazionale che racconta un'altra Europa, quella che costruisce comunità fondate sui diritti, - afferma l'assessore alla Cultura, Stefania Monteverde-. Voglio ringraziare le studiose dell'Osservatorio di genere e il personale dell'ufficio Europa per la competenza con cui hanno ideato il progetto interamente finanziato con i fondi europei. In questo percorso abbiamo incontrato tanti giovani, le scuole, le università, le storie dei paesi europei diverse e comuni allo stesso tempo.Un percorso bello che oggi ha una nuova tappa: la mostra Gates no frontiers  apre il festival di Grottamare. E' un altro seme per un'Europa con le frontiere aperte". 

  Evento centrale dell'estate di Grottammare alla sua quarta edizione, il Festival, organizzato dall'omonima associazione e patrocinato dal Comune di Grottammare, nasce dall'idea di valorizzare uno dei borghi più belli d'Italia unendo la bellezza del vecchio incasato alla musica e al glamour dei buskers londinesi.

  L’incontro fra culture diverse, fra modernità e tradizione che sono elementi caratterizzanti del Festival, quest'anno si vestono di un significato nuovo: dopo la Brexit e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, “Anime Buskers” diventa un luogo per affermare con forza che siamo parte di una grande comunità internazionale e che la cultura è lo strumento più efficace per dare le risposte che la politica sembra non essere più in grado di dare.

  In questo senso, la scelta di esporre durante un festival musicale, con artisti di strada provenienti dall'underground londinese, tra bancarelle dell'artigianato e poeti itineranti, alcune delle fotografie di Gates No Frontiers – mostra inaugurata a Macerata il 12 maggio proprio durante la Festa dell'Europa – è forte e precisa: a chi vuole erigere muri e costruire barriere, si dice chiaramente che la strada intrapresa è quella dell'integrazione e della conoscenza reciproca, delle porte aperte all'altro senza paura delle differenze con l'obiettivo di edificare una società il più possibile inclusiva. 

  Gates No Frontiers racconta infatti l'Europa, tanto dell’Est quanto dell'Ovest, mette in scena le storie nazionali di sei paesi europei, Italia, Spagna, Irlanda, Germania, Lituania ed Ungheria, con un focus speciale sull’Ucraina, dal 1950 al1979. In tutte le immagini in esposizione emerge il racconto del processo dell’integrazione europea, della sua complessità, delle sue contraddizioni e dei suoi ritardi. Storie nazionali ma anche storie di donne e uomini in marcia, che dal passato ci portano fino ai nuovi muri europei.

La mostra, e più in generale il progetto da cui essa nasce, si sposa perfettamente con lo spirito del festival che ha nell'intercultura e nell'integrazione attraverso la produzione artistica e culturale i suoi punti di forza.

Chi parteciperà al Festival quest'anno potrà respirare atmosfere londinesi passeggiando in uno dei luoghi più suggestivi delle Marche, ma potrà anche riflettere sul futuro dell'Europa perdendosi nelle storie europee che le fotografie di “Gates No Frontiers” raccontano semplicemente visitando un meraviglioso paese della provincia italiana composto da poco più di 14 mila anime. Dalla Spagna franchista, terra di emigranti, alla Spagna democratica alle prese con i flussi migratori, alla giovanissima e cattolicissima repubblica dell’Irlanda del Sud, dalla Germania, divisa dal Muro, all'Ungheria e alla Lituania, paesi dell’area socialista in cui il processo di integrazione fu ovviamente lentissimo, dall’Italia intenta a risollevarsi dalle macerie della seconda guerra mondiale e ancora profondamente divisa politicamente, alla Russia e all’Ucraina scossa da intense tensioni interne. La storia di ognuno diventa quindi chiave di lettura per la storia europea, del passato e della contemporaneità.

  WAI è un progetto con capofila il Comune di Macerata, finanziato nell’ambito del programma Europa per i cittadini che vanta tra i suoi partner l'Osservatorio di Genere, l’Istituto Tecnico Commerciale Gentili di Macerata, l’Università degli Studi di Trento, l'Università degli Studi di Padova, l'Universidad de Oviedo (Spagna), SUATEA (sindacato asturiano), Vytautas Magnus University (Lituania), Westfälische Wilhelms-Universität (Germania), University College Cork (Irlanda) e Eotvos Lorand Tudomanyegyetem – Budapest (Ungheria).

Maggiori informazioni sull’evento e sul progetto WAI (prog. n. 562858-CITIZ-1-2015-1-IT-CITIZ-REMEM, finanziato dal programma Europa per i cittadini) sono disponibili nel portale dedicato: http://www.wallsandintegration.com realizzato dagli studenti dell'ITC “Gentili” con la supervisione della professoressa Letizia Catarini in collaborazione con gli esperti dell'Osservatorio di genere.