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Home Notizie 2017 Il sindaco Carancini traccia la timeline della vicenda Maceratese Calcio

Il sindaco Carancini traccia la timeline della vicenda Maceratese Calcio

E chiarisce il ruolo dell’Amministrazione comunale.
11 agosto 2017

Il sindaco Romano Carancini oggi pomeriggio ha convocato i rappresentanti degli organi di informazione  per tracciare la timeline della vicenda Maceratese Calcio, “per ristabilire i fatti”, come ha affermato, arrivare al punto finale, ovvero al no della FIGC all’iscrizione della compagine cittadina al campionato di serie C e sottolineare il fatto che lui ”non ha mai condizionato alcuna scelta”.

  Lo ha fatto mostrando la corrispondenza avvenuta tra l’Amministrazione comunale e la Federazione stessa che, secondo il sindaco, nelle motivazioni addotte in due distinte lettere a lui indirizzate, smentisce sé stessa.

  Partendo dai vari passaggi che la proprietà della società ha subito iniziando dalla Tardella  transitando per Spalletta e poi ancora Liotti, Carancini  arriva al ruolo “esterno” del sindaco, e quindi dell’Amministrazione comunale,  chiamato in ballo dal presidente della FIGC Carlo Tavecchio con una lettera datata21 luglio 2017in cui lo stesso dichiara che alla città di Macerata, vista la mancata ammissione alla serie C della Maceratese, può essere concessa l’opportunità, attraverso la procedura prevista dall’articolo 52 comma 10 del NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC) , di iscrivere a un campionato dilettantistico una società in rappresentanza del Comune. Iscrizione alla quale deve essere allegato un business plan che attesti la sussistenza dei requisiti organizzativi, patrimoniali e finanziari, in sostanza un progetto solido accompagnato da una lettera  motivata accreditamento della società, a firma del sindaco, con la quale l’Amministrazione comunale manifesti il gradimento al progetto e ne confermi la serietà.

  “Dopo questa lettera - ha detto oggi in conferenza stampa il sindaco Carancini – c’è stata attenzione da parte dell’Amministrazione comunale su quello che stava avvenendo, in particolare nei confronti della cordata maceratese in cerca di una soluzione. In quella fase l’intrerlocutore è stato Maurizio Mosca che ringrazio, per l’impegno, la passione e la generosità”.

  La novità è stata rappresentata, come ha affermato il sindaco Carancini, nella settimana che va dal 28 luglio in poi, dall’interesse di investire sulla Maceratese dell’imprenditore bresciano Alberto Ruggeri che però, nei vari colloqui intercorsi, per intervenire, ha posto delle condizioni, tra queste la possibilità di iscrivere la squadra in serie D e il fatto che non avrebbe realizzato il progetto senza il supporto di un gruppo locale.

  “L’Amministrazione comunale - ha detto Carancini – dopo aver verificato la solidità e la serietà del progetto bresciano  ha fatto incontrare i due gruppi di imprenditori che hanno stretto un accordo”.

  Accerta la disponibilità, il sindaco chiede un incontro a Tavecchio attraverso una mail, seguita immediatamente dopo da un telegramma, ma il presidente della FIGC non risponde.  L’8 agosto Carancini scrive allora un’altra lettera alla quale Tavecchio risponde dichiarando la non ammissibilità della società al campionato di serie C essendo scaduto il termine del 3 agosto. Il sindaco scrive allora una terza missiva in cui torna a caldeggiare il progetto e il presidente dell FIGC risponde adducendo, oltre alla scadenza dei termini, anche altre motivazioni: “Le procedure federali .- si legge nella lettera di Tavecchio -  prevedono norme, di carattere perentorio, che in alcuni casi sono state superate con il consenso di tutti. Il sottoscritto ha esperito tutte le possibilità sugli organi decisionali locali di provvedere ad accomodamenti ragionevolmente convenienti. Ho incontrato non solo un rifiuto ma valutazioni ben chiare sulle vicissitudini che purtroppo la sua regione annualmente registra e manda riflessi nei campionati dilettantistici. La Lega nazionale Dilettanti, nazionale e territoriale, ha espresso parere negativo sull’operazione da lei proposta….”.

  “Tavecchio – ha affermato il sindaco – smentisce se stesso e dice che avrebbe esperito tutte le possibilità. Se si fosse voluto, la Maceratese sarebbe potuta rientrare ma a porre divieti sono stati gli organi locali. Per questo ieri ho chiesto quali fossero gli atti con i quali le Federazioni locali hanno dato parere negativo così come ho richiesto atti formali riguardanti anche i depositi finanziari di altre città. Ho l’impressione – ha concluso – che, intorno a quello che è accaduto, ci sia qualche altra cosa. Il cambiamento di direzione non mi convince”. (lb)

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