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Contrasto alla ludopatia: il sindaco spegne gli apparecchi di gioco

Dal 20 aprile non si potrà giocare dalle ore 7 alle 10 e dalle 15 alle 20 per contenere una piaga sociale in continua espansione.
22 marzo 2018

Ordinanza del sindaco di Macerata per regolare e limitare l’accesso agli apparecchi di gioco nelle sale scommesse e VLT e nei locali pubblici, finalizzato a contrastare la ludopatia e tutelare i soggetti psicologicamente vulnerabili. Non si potrà giocare dalle ore 7 alle 10 e dalle 15 alle 20. Il divieto vale per tutte le sale e esercizi commerciali, bar e tabaccherie che hanno macchine per il gioco.

 “Credo che occorrano schiena dritta e determinazione per affrontare e sconfiggere la ludopatia, una delle malattie sociali più distruttive e subdole di questa epoca che minano le comunità e in particolare i nostri ragazzi”, spiega il sindaco Romano Carancini. “Con questo spirito e ritenendola una delle mie prerogative, ho voluto applicare prontamente e concretamente la legge della Regionale 3/2017 che disciplina la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza dalle nuove tecnologie e social network. Ognuno deve fare la propria parte per non lasciarsi umiliare dalle illusioni, se non addirittura distruggere i valori fondamentali del nostro stare insieme.”

La ludopatia in Italia è una piaga sociale in continua espansione. La dipendenza dal gioco in ogni sua declinazione, dalle slot machine alle video lottery, è stata conclamata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come vera e propria  “malattia sociale” e rientra tra i disturbi e i comportamenti d’abuso e di dipendenza.

Una recente indagine svela che ogni anno gli italiani spendono 1.500 euro a testa per il gioco d’azzardo contro i 58.80 per l’acquisto dei libri e che le slot machine sono 397 mila, una ogni 151 abitanti, percentuale altissima rispetto ad altri paesi europei.

Ciò che preoccupa è soprattutto il dato sui giovani perchè il 47.1% dei giocatori ha tra i 15 e i 19 anni (58.1% sono ragazzi e  36.8% ragazze). Tra il 4 e l'8% degli adolescenti ha problemi di gioco e tra il 10 e il 14% è a rischio patologia.

Una vera e propria piaga, dunque, dalle cause e conseguenze complesse, rappresentata da quella che è la terza industria italiana con risvolti devastanti sulla vita delle persone e delle relazioni familiari e sociali, cui gli enti locali stanno cercando di porre un freno, nell’ambito delle finalità di tutela della salute e del benessere psichico e socio economico dei cittadini. Il provvedimento del Comune di Macerata va in questa direzione, considerato anche che la città è frequentata da molti giovani provenienti da paesi e regioni limitrofi che frequentano Scuole superiori e Università.

A Macerata le concessioni per le varie tipologie di gioco sono 230, dislocate in 158 esercizi pubblici, pari a un esercizio ogni 268 abitanti, due esercizi per kmq di territorio, secondo i dati del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 3. I dati relativi alla diffusione sul territorio maceratese sono in linea, o leggermente superiori, alle medie nazionali, regionali dei centri di media grandezza come Macerata. Allarmanti i risultati della ricerca condotta nel 2014 dalla Consulta Provinciale degli Studenti Medi da cui emerge che il 68% degli studenti dichiara di aver giocato d’azzardo almeno una volta e che addirittura il 94% di questi dichiara che, pur essendo minorenne, ha trovato esercenti, genitori o altri adulti che non hanno impedito loro di giocare.

Il provvedimento del sindaco Carancini si inserisce nelle facoltà previste dalla legge regionale n. 3/2017 “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network”. Anche il Consiglio comunale si era espresso all’unanimità con un ordine del giorno in merito al goco d’azzardo e ludopatia, auspicando la disciplina dell’orario di gioco e la valorizzazione di locali NO SLOT.

L’ordinanza, che entrerà in vigore il 20 aprile, è frutto di un percorso di ascolto dei portatori d’interesse come commercianti, rappresentanti dei consumatori, dipartimenti medici e sociali. Dispone, inoltre, che gli apparecchi di intrattenimento e svago siano spenti nelle ore di non funzionamento e che il titolare dei locali è tenuto ad osservare le nuove disposizioni esponendo l’orario e in luogo ben visibile informazioni che mettano in guardia sul rischio di dipendenza dalla pratica di giochi con vincita in denaro, in caso contrario sono previste multe da 2.000 a 12.000 euro. (ap)