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Home Notizie 2019 Agli Antichi forni torna il Museo del Synth Marchigiano e Italiano

Agli Antichi forni torna il Museo del Synth Marchigiano e Italiano

Dal 18 ottobre al 2 novembre "Dal transistor al microprocessore: la computer music italiana".
11 ottobre 2019

Il 18 ottobre, nella Galleria degli Antichi Forni, alle 18, si inaugurerà la seconda edizione del  Museo del Synth Marchigiano e Italiano “Dal transistor al microprocessore: la computer music italiana”, un’iniziativa unica nel suo genere, che nasce per valorizzare e diffondere la conoscenza di un’importante settore della cultura industriale nazionale rimasto per lungo tempo nell’ombra. 

  Saranno esposte decine di strumenti elettronici vintage italiani: sintetizzatori, tastiere, organi e batterie elettroniche di tutti i più rilevanti marchi italiani - che erano al 90 per cento dislocati nelle Marche -  che sarà possibile ascoltare e provare tutti i giorni di apertura della mostra.

 L’iniziativa è organizzata dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Macerata e dall’associazione Acusmatiq Matme con il sostegno e il patrocinio dalla Regione Marche, il patrocinio dall’Università Politecnica delle Marche e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Macerata. Altre collaborazioni di rilievo agli eventi sono con la Rassegna di Nuova Musica, con il festival Acusmatiq e con il gruppo di produzione teatrale C.T.R. Macerata.

“È un grande approdo l’edizione 2019, sebbene arrivi soltanto per il secondo anno, l’atmosfera è già da atteso evento di respiro nazionale – ha detto l’assessore alle Politiche giovanili Federica Curzi oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione alla quale hanno partecipato anche Paolo Bragaglia, Riccardo Pietroni e Leonardo Gabrielli dell’associazione culturale Acusmatiq Matme -.

ElkaDopo il sorprendente successo dell’edizione zero del 2018, è tanta l’energia e la curiosità che gli eventi in programma suscitano in addetti ai lavori e non. È proprio questo uno degli aspetti più belli del Museo del Synth marchigiano: attira tutti e fa facilmente capire che si sta parlando di un patrimonio di tutti. L’Amministrazione comunale investe con entusiasmo in questa idea, pensata e realizzata con intelligenza e insieme con semplicità, che assomiglia alla nostra città e che promette un lungo futuro.”

In mostra strumenti che hanno contribuito a fare la storia della musica, elettronica e non, e alcune rarità assolute. Il “museo” non si rivolge solo al passato, infatti sarà anche l’occasione per una ricognizione sulle produzioni attuali con la partecipazione di gran parte delle aziende attualmente attive sul territorio regionale e di quelle nazionali che fanno riferimento al distretto marchigiano, attivo anche nel fornire servizi e competenze ad ampio raggio.  

Le due settimane di svolgimento si articolano anche su concerti, seminari, incontri, tavole rotonde che hanno lo scopo di promuovere la conoscenza della storia e delle realtà attualmente vive ed operanti intorno a questo mondo.

Nutritissimo il programma musicale. Il 18 ottobre giorno dell’inaugurazione si inizia con l’incontro con Patrizio Fariselli, tastierista e membro storico degli Area, per proseguire con il geniale producer Okapi, Il multiforme talento di Roberto Paci Dalò, il talento pianistico di Luca Longobardi, la chitarra del M° Gianluca Gentili e le incursioni contemporanee di Walter Prati. E anche showcase di strumenti musicali, spettacoli teatrali, Il comune denominatore di tutti gli eventi è l’utilizzo prevalente di strumenti musicali elettronici soprattutto marchigiani/italiani

 

  Altrettanto ricco è il programma dei numerosi incontri che verteranno sulle rievocazioni di storie del distretto musicale elettronico marchigiano, toccheranno argomenti come la salvaguardia e il restauro dei vecchi strumenti,  affronteranno gli aspetti  del design, ieri e oggi.

 

Il titolo di quest’anno “Dal transistor al microprocessore: La computer music italiana” racconta del tema portante di questa edizione. E un' intera giornata di studio con prestigiosi ospiti internazionali, il 25 ottobre, una serata di performance ed una sala espositiva saranno interamente dedicate alla MARS (Musical Audio Research Station) e all’esperienza dell’IRIS (Istituto di Ricerca per l’Industria e lo Spettacolo) un’ esperienza fondamentale per la storia dell’informatica musicale mondiale.

Info www.museodelsynth.org www.comune.macerata.it .

 

Il PROGRAMMA

Di Giugno Venerdì 18 ottobre

ore 18 - 
Taglio del nastro e apertura della II Edizione del Museo del Synth Marchigiano e Italiano.


ore 18.30
- Incontro parlato e suonato con Marcello Colò, musicista e storico collaboratore di numerose aziende del distretto musicale marchigiano.

ore 21 - 
Incontro e concerto con Patrizio Fariselli, pianista, compositore e tastierista degli Area.

 

Sabato 19 ottobre

L'elettronica musicale vintage, tra recupero e restauro

ore 17 - 
"Teoria e pratica del restauro dello strumento elettronico"
con i restauratori: Marco Molendi/ Andrea Manuelli e Mirco Trentin


ore 18 - 
"Oscillatori a controllo digitale: il caso del Welson Syntex"
con Elio Bellagamba - progettista Welson


ore 19 - 
Dimostrazione con Daniele Marziali dell' unico Welson a 4 oscillatori - il WelsOne

Esibizioni :


ore 22 - 
Økapi & Simone Memè : "Opera Riparata. Tributo a Bruno Munari".
A\V


ore 00 - 
TonyLight | live set

 

Domenica 20 ottobre

Uno sguardo sul presente: nuovi prodotti ed anticipazioni

ore 15 - Il Synth Italiano, showcase workshop e dimostrazioni

Presentazioni:
Fatar/Studiologic \ Ketron \ Viscount \Ik Multimedia \Soundmachines\
Psound \ Artinoise \ LepLoop

Esibizioni:


ore 19 -  Crumar


ore 20 - LepLoop Ensemble

 

Giovedì 24 ottobre

Ore 19 Ombre Elettriche - Presentazione in performance del libro Ombre (Quodlibet, 2019) di Roberto Paci Dalò.
Roberto Paci Dalò: elettronica e clarinetto,
Paolo F. Bragaglia: synth vintage italiani;
Emilio Antinori: percussioni elettroniche

 

Venerdì 25 ottobre

IRISIl centro IRIS, MARS e la computer music in Italia
con il patrocinio di AIMI (Ass. Informatica Musicale Italiana) e AES

Convegno, ore 15
introducono:
Eugenio Giordani: conservatorio Rossini di Pesaro
Alberto Giordano: docente MIUR
relatori:
Giuseppe di Giugno: fisico, prof. emerito, dirigente IRCAM e IRIS
Sylviane Sapir: conservatorio Verdi di Milano, ex-ricercatrice IRIS
Walter Prati: musicista compositore performer ed utilizzatore delle MARS
in chiusura:
Panel con gli ex-dipendenti del centro di ricerca IRIS


Concerto, ore 21.15
Il programma musicale prevede l'esecuzione di brani per MARS

 

Sabato 26 ottobre

Il design nella storia dello strumento musicale elettronico italiano. Metodi, tecniche, prassi.

ore 17.30
- incontro Paolo Capeci, designer Korg
Carlo Jura, collaboratore Crumar
Arturo e Davide Carlini, imprenditori
Giuseppe Censori progettista e designer EKO

ore  22 - esibizione Luca Longobardi - live

 

Domenica 27 ottobre

Chitarre, effetti a pedale ed altre storie.


[INCONTRO]
Introduzione a cura di Gilberto Lorenzo Sereno


Ore 17:30 - 
Gary Stewart Hurst "Un progettista inglese tra la swinging London e le campagne marchigiane”.

Ore 21 - "Minimalismo Americano per chitarre marchigiane e pedali italiani."
M. Gianluca Gentili esegue: Terry Riley e Steve Reich
in collaborazione con la Rassegna di Nuova Musica.

 

Giovedì 31 ottobre

Ore 21 – “NECRONOMICON: Incubi di H.P.LOVECRAFT"
Regia Marco Bragaglia con Chiara Pietroni, Antonella Gentili, Fernando Bianchini.
Sonorizzazione Leonardo Francesconi su synth marchigiani.
Una produzione: Museo del Synth con C.T.R. Macerata e Vomitoria.

 

Venerdì 1 novembre

Italo synth circus

ore 17 - Aneddoti, curiosità e chiacchiere sui synth di casa nostra tra tecnica e musica.
Il collettivo Macchine Nostre esplora le sonorità dei pezzi più rari e significativi del museo, tra cui :
Eko ComputeRhythm \ Crumar Compac Synth\ Elgam Carousel \ CRB Oberon \ CRB Uranus \ Crumar Spirit \ Farfisa Polychrome
"Festa di chiusura"


ore 19 - Dj Steevo B2B Seven People


ore 21 - Duscio e Andy Morello live set per campioni ritmici nostrani e modulare
H 22:00
Roberto Clementi B2b Filippo del Moro

www.museodelsynth.org

 

APPROFONDIMENTI

 La computer music italiana

   Il titolo di quest’anno “Dal transistor al microprocessore: La computer music italiana” racconta del tema portante di questa edizione. Una intera giornata di studio con prestigiosi ospiti internazionali, una serata di performance ed una sala espositiva saranno interamente interamente dedicata alla MARS (Musical Audio Research Station) e all’esperienza dell’ IRIS (Istituto di Ricerca per l’Industria e lo Spettacolo). Quest’ultimo era un centro di ricerca e sviluppo attivo negli anni ’90 finanziato dalla Bontempi-Farfisa  formato da ricercatori, ingegneri, musicisti e diretto dal Prof. Giuseppe di Giugno. Una realtà nata per sviluppare nuove tecnologie applicate alla musica, creare sistemi per la sintesi e l’elaborazione del suono in tempo reale che fossero l’evoluzione di quelli che il Prof. Di Giugno aveva creato in precedenza per l’IRCAM di Parigi, come il 4X o il 4I, in uso presso il Centro di Sonologia Computazionale di Padova. Macchine usate da compositori come Luciano Berio, Pierre Boulez, Luigi Nono e Karlheinz Stockhausen, che hanno segnato l’evoluzione dell’arte musicale contemporanea. Il lavoro dell’IRIS nel corso di tutti gli anni ’90 portò allo sviluppo di molti progetti e principalmente alla creazione della workstation MARS, una macchina basata su microprocessori sviluppati dalla IRIS stessa, che si proponeva come ideale evoluzione dei potenti computer musicali 4I e 4X e come "serbatoio” di nuove tecnologie da impiegare nella produzione di strumenti musicali elettronici destinati al pubblico.

 Pink FloydL’IRIS chiuse nel 1999 e con esso anche ogni prospettiva di utilizzo della potente workstation, che conobbe quindi, a dispetto delle grandissime potenzialità, una diffusione limitata (benché importanti opere come Ofanìm di Luciano Berio l’avessero utilizzata intensivamente e fu largamente richiesta e utilizzata in numerosi centri di ricerca e conservatori, almeno fino all’avvento dei moderni personal computer).

 

Nel 2019 un fortuito ritrovamento ha permesso allo staff del Museo del Synth Marchigiano e Italiano (grazie in special modo alla tenacia di Riccardo Pietroni) di mettersi sulle tracce di ciò che restava di questa importantissima, storica vicenda, fino a ritrovare all’interno di capannoni industriali dismessi gran parte dell’archivio dell’IRIS ed una serie di workstation MARS che sono state faticosamente riattivate dopo più di 20 anni. 

 

La giornata del 25 Ottobre sarà quindi interamente dedicata allo studio e alla rievocazione di questa esperienza fondamentale per la storia dell’informatica musicale con il convegno “Il centro IRIS e la computer music italiana” che vedrà la partecipazione dei protagonisti dell’epoca: il Prof. Di Giugno, Sylviane Sapir del conservatorio di Milano, il musicista Walter Prati, i membri dell’IRIS e molte altre personalità.

 

Il Museo del Synth Marchigiano

 

Il Museo del Synth Marchigiano nasce da due cose: una grande assenza ed una grande ricchezza.

L’assenza è la mancanza di consapevolezza  che, anno dopo anno, è possibile constatare riguardo la storia del distretto industriale musicale marchigiano, il più grande di Italia ed uno dei maggiori di Europa, uno dei punti di forza dell’economia e delle creatività regionale.

La ricchezza è invece il lascito alla storia ed alla cultura musicale contemporanea, evidente non appena ci addentriamo nella massa di registrazioni e documenti audio e video di un infinito numero di artisti. Dai Pink Floyd ai Kraftwerk, da James Brown ai Tangerine Dream, da Keith Emerson ai Radiohead è impossibile contare il numero di produzioni musicali nazionali ed internazionali che sono state costruite utilizzando synth e tastiere nati in questo fazzoletto di terra, le Marche. 

Purtroppo, se è giustamente acclarato e di comune opinione che la nostra regione è la “patria” della fisarmonica a livello mondiale, la sorte delle tastiere e dei sintetizzatori nostrani non sembra essere altrettanto fortunata.

I fasti di questa parte della nostra industria musicale vengono troppo spesso declinati al passato e sembra anche che la memoria storica del periodo aureo degli anni ’60, ’70, ’80 si stia scolorando, oscurata in un mondo sempre più assetato di novità e costretto a marciare al passo di una innovazione tecnologica impetuosa. 

Eppure, possiamo assicurarvi che il fuoco ha sempre covato sotto la cenere, che il distretto ha ancora idee, competenze e forza da vendere, corroborato per di più da idee innovative e a volte rivoluzionarie, come è sempre stato nel passato. Gli anni del boom sono un ricordo del passato naturalmente, l’epoca in cui la Farfisa di Camerano era la più grande azienda europea di strumenti musicali è lontana. Ma la forza del tessuto produttivo, ad uno sguardo più attento sembra ancora essere lì, intatta ed innervata da quel reticolo di competenze che lo ha sempre contraddistinto. E sono i fatti a dimostrarcelo, con nuove aziende, nuovi prodotti, nuove collaborazioni in un contesto nazionale ed internazionale, in forme nuove, in simbiosi con le esigenze di un mondo ed un mercato del tutto trasformati

KlausUn documentario della Rai degli anni ’60 mostra l’imponenza dei moderni stabilimenti che sfornavano migliaia di strumenti infarciti delle più recenti tecnologie montate a contrasto con le immagini delle colline circostanti e le suggestioni rurali della vita contadina che vi si svolgeva. Questa contraddizione apparente è un delle cose che colpiscono di più, come è possibile inventare la batteria elettronica programmabile tra covoni di fieno e filari di uva? Chi ha vissuto il distretto ed appartiene a questo mondo, sa benissimo che sono le due facce complementari delle medaglia, forse l’autentica forza di quella galassia di aziende che rispondevano ai nomi di Farfisa, Elka, Crumar, Siel, Logan, Crb, Eko e moltissime altre.

Matme  è l’acronimo di MArche Tecnologia Musica Elettronica, un’associazione che  nasce dall’esperienza del festival Acusmatiq di Ancona che nei suoi 14 anni di storia ha sempre cercato di proporre il meglio della musica elettronica mondiale e di metterlo in relazione al tessuto culturale, produttivo e di ricerca delle Marche.

Una realtà composta da musicisti, appassionati, ricercatori e collezionisti e nasce con l’intento di preservare e fare conoscere la memoria storica ed ha l’ambizione, al tempo stesso, di stimolare la consapevolezza di quel che è stato il nostro distretto, di quel che è e soprattutto di quel che potrebbe essere nel settore dello strumento elettronico, inglobando tutte le evoluzioni e le innovazioni che hanno trasformato il modo della musica elettronica degli ultimi anni dai synth software ai synth modulari.