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Presentato il Piano Sociale Regionale, un prezioso strumento di programmazione

Il sindaco Carancini: "La coesione della base è fondamentale".
10 aprile 2019

In molti tra rappresentanti del terzo settore, delle organizzazioni sindacali e degli enti locali associati negli ATS Ambiti Territoriali Sociali del territorio provinciale hanno partecipato l’8 aprile scorso alla presentazione del Piano Sociale Regionale 2019 - 2021 organizzata dalla Regione Marche.

  Ad aprire la presentazione il sindaco di Macerata e presidente del Comitato dei Sindaci dell’ATS 15, Romano Carancini, che ha ribadito quanto sia decisivo cogliere tutti gli elementi di fragilità delle nostre comunità e soprattutto i nuovi segnali che arrivano dalle parti più deboli del territorio. Il dialogo, il confronto, ha detto “sono lo strumento migliore per poter guardare avanti con fiducia. Il fatto che si sia voluto questo incontro con coloro che affrontano ora per ora le problematiche e le difficoltà è un elemento particolarmente positivo. La coesione della base è fondamentale, tutti gli ATS, tutti gli operatori devono riuscire a parlarsi più frequentemente per capire le nuove fragilità – ha concluso Carancini -  penso ai giovanissimi, al mondo dei social, alle famiglie, dobbiamo essere audaci e portare tutta la nostra esperienza quotidiana e spostarla sul piano progettuale generale. Il tema sociale sarà il tema del futuro per noi e la nostra regione e allora: avanti insieme con fiducia”.

  Giovanni Santarelli, dirigente del servizio Politiche Sociali e Sport della Regione Marche, ha presentato la proposta di Piano Sociale Regionale 2019-2019  con i dati statistici che compongono la demografia delle Marche, accennando ad alcuni servizi attivi per ogni area come disabilità, dipendenze patologiche e così via, e le relative risorse economiche composite ed eterogenee che vedono fondi “vincolati” a singoli settori d’intervento a fondi europei: “Il Piano Sociale Regionale – ha affermato Santarelli -  non vuole essere solo una fotografia dell’esistente ma uno strumento di programmazione al quale si arriva attraverso un’importante fase di ascolto e consultazione con gli attori coinvolti nel sociale. Il Piano non rappresenta solo una parte parziale ma vuole integrare tutte le politiche sociali che contribuiscono a creare il welfare marchigiano come le politiche sanitarie, abitative, formative e del lavoro”.

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